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UNA SORPRESA NELLA SORPRESA: IL PUCCIO

By on novembre 13, 2017

Ciao socio,
ma conosci The Fork? Perché mio fratello mi ha detto che è un’app formidabile per scoprire posti nuovi, a prezzi contenuti, nonostante l’elevata qualità. Ti va di fare una verifica dalle tue parti? Perché io ho provato a Torino e i risultati sono sempre stati soddisfacenti. Per esempio, qualche domenica fa, sono stata da “Il puccio”, in zona San Salvario, e devo ammettere che si è mangiato divinamente e speso moderatamente.

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Ti dirò, anche a prezzo pieno ci tornerò sicuramente, perché la cura ho visto mettere dallo chef nei suoi piatti e le attenzioni che ci sono state rivolte in sala meritano almeno un’altra visita. Il locale è molto bello e accogliente, sia nella zona all’ingresso che la tavernetta adiacente. Quando ho notato la preghiera dei bevitori scritta su una botte appesa sulla parete, ho scelto di stare proprio lì, per leggerla con calma, sorseggiando uno degli ottimi rossi della ricca carta dei vini. Come avrai già bene immaginato, la carne a tavola non è mancata e, così, il pranzo è cominciato a suon di Chianina, con uova di quaglie e carciofi.

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Ma sai cosa ha espressamente richiesto quel genio di Remigio, il Bastianich di questo splendido posto? Siccome volevo dividere l’antipasto con la mia dolce metà, avevo chiesto un piatto in più per la spartizione che ne sarebbe derivata. E invece, rullo di tamburi, l’entrée è arrivato già diviso in due porzioni, ma talmente ben presentato che sembrava fossero due porzioni anziché una! Ma della tenerezza di quei due quadrati di carne al coltello su cui sono stati adagiati i due piccoli tuorli ne vogliamo parlare? Al solo pensiero di questo tris di ingredienti, credo che stanotte me li potrei sognare!

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Tra l’antipasto e la portata principale ho chiesto da dove provenisse il nome del ristorante e la storia raccontata non ha fatto altro che confermare la genuinità dell’atmosfera che si respirava. Vuoi sapere di che si tratta? Dell’omaggio che l’azionario di maggioranza ha voluto fare al socio di minoranza, per la passione e l’entusismo con cui ha sposato il progetto. Testuali parole!
Ma aspetta, non ti perdere con la fantasia, che ancora non ho finito.
Le pietanze a seguire meritano altrettanto romanticismo!
Tagliata di Picanha al sale aromatico con patate al brucio ti dicono niente? No, perché bello il piatto era bella, ma non so se riesca a rendere l’idea di quanto fosse buono. Tuttavia, ti dirò, che nonostante la grande soddisfazione della mia scelta, come al solito, il vero intenditore è stato il mio commensale per eccellenza. Nel tentativo di andare “sul classico”, ha azzardato con un filetto di maialino iberico, ma fatto all’uva e con spinacino saltato. C’è bisogno che ti chieda lo sforzo di immaginarmi mentre chiedo dello chef e fingo di non aver gradito, mentre ho ancora in bocca la scarpetta di pane a cui non ho resistito?
Ecco, appunto!

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La fatica che sto per chiederti di compiere, però, mi condanna per la mia ingorda curiosità, perché non mi ha consentito di assaggiare ma ho finito completamente ogni piatto, arrivando al dessert senza neanche un piccolo spazietto per il dolce. Che ingenua sono stata!

Rileggendo il menù mi sono rimproverata di non aver prestato attenzione prima alle tante opzioni golose tra le quali mi sarei potuta perdere. Ecco perché, visto che tu sei un socio bravissimo, ti suggerisco di andare a verificare con i tuoi occhi ma soprattutto in il tuo palato, magari senza commettere i miei stessi peccati di gola e riservandoti quanto basta per perderti tra le meraviglie zuccherose du cui ho potuto solo leggere. Ci stai?

E dai, e dai, e dai!!!

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