Erika da “Madre”

MADRE, CHE SPETTACOLO!

By on gennaio 7, 2018

Ciao socio mio, ho uno splendido ristorante di cui raccontarti!
Trattandosi del primo pezzo di questo 2018, ho volutamente selezionato un posto bellissimo e, devo ammettere, anche buonissimo. Ma anche se siamo in un nuovo anno, mi spiace per te, perchè io resto ancora alle mie vecchie e dispettose abitudini, per cui, prima di sapere cosa ho assaggiato, dovrai sorbirti la dovizia dei miei dettagli sulla location della cena e sulle risate con i miei speciali commensali… pure la rima ti ho fatto!

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E allora ti dico subito che già il nome del posto scalda il cuore: Madre. Sì, hai capito bene, benissimo. Come il nome della donna che mette al mondo. Del resto, appena entri, dopo una breve e magica scalinata, tutta illuminata, alle spalle della storica Salita del Grillo, vedrai tanto verde da pensare di essere a casa di Madre Natura in persona. Io non so chi abbia curato l’arredamento di questo locale, ma ti posso garantire che sembra di essere in un dehor selvaggio, con tanto di cascata d’acqua. Tutto qui è avvolgente, dalle stoviglie che avvolgono le pietanze alle sedute con i loro schienali ricurvi. C’è bisogno che ti dico che il gioco di colori che hanno creato è sublime? Dai toni del giallo ocra e del legno grezzo si passa con coerenza ai tavoli lucidi neri. Be’, posso dire che l’idea di offrire un personale di sala in total black con papillon colorato rispecchia abbastanza il mood degli arredi. Ma lo sai che ho chiamato “Verdino” il ragazzo con bretelle e farfallina verde e “Celestino” l’altro cameriere che li aveva in azzurro ed entrambe mi hanno raggiunto chiedendomi con gentilezza cosa desiderassi? Stai ridendo, vero? Ti stai immaginando la scena. La mia amica che stava con me ancora ride!

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Ebbene, se sei stato paziente e hai letto sin qui, penso proprio ti sia meritato il resoconto culinario della splendida serata. Allora, per correttezza d’informazione ti preciso che il menù è made Riccardo Di Giacinto, lo chef stellato di All’Oro. Figo, no? Quindi, quel geniaccio della cucina, leggi bene che si è inventato, ha creato dei maritozzi, un tipico dolce romano a forma di cornetto, o croissant che dir si voglia, che anziché essere ripieno di panna è salato. Sì, un dolce che diventa salato, ma soprattutto che è squisito in tutte le sue varianti. Al mio tavolo eravamo in cinque e abbiamo optato per gusti diversi. Secondo te non li ho assaggiati tutti? Peccato non riesca a stilarti la mia personale classifica di gradimento, perché erano davvero molto buoni tutti quanti. Dici che forse anche le bollicine del mio calice sempre attentamente pieno abbia potuto dare un contributo? Può essere!

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In ogni caso, dal nome del ristorante potrebbe essere intuibile che con la parola Madre sta bene anche “lievito” e infatti la pizza qui manda in visibilio qualunque palato. Scommetto che te lo stai segnando su quell’agendina mezza morta su cui annoti i posti in cui andare, vero? Che quando senti pizza tu impazzisci, chissà come mai! Pensa se avessi assaggiato la Petalosa e la Meravilla che hanno lasciato a bocca chiusa tutto il tavolo.

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Ma devo ammettere, che nonostante, la pizza potesse essere la regina indiscussa del regno Madre, il mio hamburger di Chianina IGP non aveva nulla da invidiare. Bello nella presentazione, delizioso nel gusto. E credo proprio che le salse di accompagnamento siano tutte handmade, per la mia gioia.

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Il supereroe che mi sedeva accanto e il mio semi- compagno di liceo che mi stava di fronte hanno deciso di provare la Parilla di maiale e, per come l’hanno divorata, sono certa che li ha soddisfatti parecchio. Va bene, va bene, lo ammetto: ho rubacchiato anche un pezzetto di carne. Ma che male c’è nell’assaggiare dai piatti di tutti? Fa così famiglia!

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Ora, vuoi che in un posto così incantevole, con del cibo così invitante, una cazzata non la facevo? E infatti non me la sono fatta scappare, ma con me tutti i presenti alla cena. Sì, abbiamo saltato il dolce, nonostante le proposte golose. Per punizione, prometto che appena vieni a Roma ti ci porto e comincio proprio da… da un maritozzo!

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