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5 MUST PER VISITARE LICATA E NON PENTIRSI DI AVERLO FATTO!

By on luglio 27, 2018

Ciao socio!

Non pensi sia passato troppo tempo da quando ti ho scritto l’ultima volta? Ebbene, mi faccio subito perdonare, ispirata dalla nostalgica idea di spolverare il nostro blog. E sì, ho fatto un giretto tra i nostri racconti e questo viaggio tecnologico ha prodotto una gran voglia di assaggi, paesaggi e racconti.

Se poi aggiungi che quest’estate non ti raggiungerò… allora, ti farò sorridere da qui. Sei pronto?

 

Eccoti un prontuario che puoi distribuire ai turisti, per migliorare la loro permanenza nella tua città. Così, potranno scovare le perle nascoste di Licata e farne una collana di ricordi utili per consigliare questa terra o da usare come promemoria per ritornarci.

  1. Fare colazione con Daniela. Iniziamo da lei, con ordine, e diciamo subito che chi non si presta alla scoperta dei 5 sensi a cura di Daniela non ha capito niente. Daniela è la madre del b&b “Le soste di Finzia”. Sì, lo so, c’è anche un padre, Salvo, che è carinissimo, per carità. Ma l’essenza di questa struttura è lei. Dinamismo, fascino, miniera di risorse, sorprese a iosa. Tale madre, tale “figlia”, insomma. Camere pulite e servizio ineccepibile, sono niente rispetto al valore dell’accoglienza e del rispetto umano che si tocca con mano nella struttura di Santa Maria. Dallo storico il quartiere, a un passo dal centro, Daniela offre una soluzione confortevole a chi vuole godersi la sua vacanza alternativa licatese, tra granite a colazione le dritte giuste per visitare posti incantevoli.
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  3. Mangiare la pizza da Peppe. Sì, hai capito bene, da te, da te. Anche se sembri uno smorfioso da evitare accuratamente, io invito i buongustai a venire da “Sarda Salata” a bearsi delle tue delizie. Del resto, perchè non dovrei? Mica siedi al tavolo con il cliente, vero? E allora che venissero! Il locale è molto bello e curato, il personale delizioso e la pizza… niente, a me la tua pizza me fa morì! Tu, però, promettimi che sarai sorridente sempre e con tutti. Mica puoi sempre e solo contare sui tuoi grani locali e i tuoi ingredienti km0?. Su, lo so che ce la puoi fare 😉
  4. Imparare il dialetto dal Diavolo. Dobbiamo spiegare che a Licata non c’è il supermercato h24, quindi quando torni dal mare dopo il tramonto, a meno che non ti chiami “previdenza”, potrebbe accadere che non hai la dispensa o il frigo ben assortiti. Allora che fai? “Chiddru ca c’é si mangia”, diceva mia madre ed è quello che ancora oggi dice Angelo, noto come “u diavolu”, che ha fatto della sua piccola cucina il luogo ideale per assaporare i piatti di ieri, con l’ironia del presente e l’intramontabile dialetto locale che non mancherà neanche domani. Quindi, doppia buona ragione per andare: mangiare bene e imparare pure!
  5. Prendere nota per il prossimo meeting aziendale da Giuliana. Questo nome resterà per me per sempre evocativo di una brutta pagina di cronaca scritta a Licata, su un motorino, in un comune giorno di scuola. Tuttavia, il sorriso che incontri a Villa Giuliana tampona ogni triste reminiscenza e dove un seme muore un nuovo fiore vive. Io, per esempio, sono rimasta davvero colpita da come potesse sorgere in cima a promontorio, sconosciuto ai più quando ero bambina, un hotel, lasciamelo chiamare banalmente così, talmente rasserenante da sembrare avulso dal contesto più folkloristico del luogo. Mi è sembrato di essere lì in un’occasione professionale, tra serietà e riservatezza, e devo dire che se i miei Capi volessero organizzare un outdoor aziendale, io la proporrei come location.
  6. Cenare a lume di… faro. Lo sanno ormai tutti della mia passione per i fari ma forse non molti sanno che nasce nella città che mi ha dato i natali, perchè ospita il faro San Giacomo. So che la movida licatese ultimamente si è spostata anche nella zona portuale, quindi finalmente il faro riceverà l’attenzione che merita. Io giuro di non avergliene mai sottratta, tant’è che ogni volta che vengo a Licata non manco l’occasione per andare a cena con i miei fratelli a “La lampara”, sotto l’incanto del flusso di luce circolare del faro. Altro che candele!

Ecco fatto, ma non mi cazziare che non ho scritto di mare e di spiagge perchè tanto sul web non circola altro e basta cercare “Licata” su Fb che partono le bestemmie di quelli che sono sui tacchi, in ufficio e i cui vostri selfie e  foto degne da “I viaggi di Gulliver” fanno solo aumentare ulteriormente la temperatura!

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