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GIANNA BOZZALI. LA NARRATRICE DELLA TERRA

By on luglio 11, 2016

Cara Erika, sai che ho un debole per le donne…ma per quelle vere, brillanti…sperte!

Ho conosciuto Gianna Bozzali ai tempi della mia collaborazione televisiva con Video Mediterraneo. Lei si che mi è subito sembrata una donna veramente sperta.

Si occupava di cose buone di Sicilia. Le sue rubriche erano seguitissime e molto interessanti. Parlava di agricoltura, prodotti tipici e ristoranti, per me che sono un goloso cronico, era un mentore eccezionale.
L’ho reincontrata due anni fa. Le ho chiesto di accompagnarmi in un giro per il territorio ragusano, la sua terra. Mi ha fatto conoscere persone straordinarie e folli sognatori. Gli stessi che ancora oggi lei racconta e sostiene.
Se dovessi presentarla a degli sconosciuti direi che Gianna è una giornalista enogastronomica ed una food/wine event planner. Ma detto in termini diversi, parlando fra amici, potrei semplicemente dire che altro non é che una grande curiosona, che ama conoscere nuove storie per poterle raccontare, che va alla ricerca di nuovi prodotti o alla riscoperta di quelli antichi che hanno un valore (culturale e nutritivo) cercando di contribuire alla loro valorizzazione.
Gianna, cara Erika, non è solo questo, si diverte a mettere in rete persone conosciute in vari posti dell’isola e che pensa potrebbero, collaborare a creare qualcosa di nuovo.

La sua ultima genialata? Eccola!

http://sapori.sicilia.it/2016/07/a-ragusa-ibla-arriva-stories-food-and-design/

Gianna, è come se creasse dei link fra cose, aziende, territori a volte distanti tra loro ma capaci di suscitare sorpresa. Non ama definirlo un mestiere ma semplicemente la sua vita. Svolge una passione, non un mestiere

Una domanda, cara Erika, non ho resistito e gliel’ho posta. Le ho chiesto se e’ davvero così difficile in Sicilia fare impresa sana.
La sua risposta? Eccola:

“A mio avviso no. Ci sono molte opportunità per chi desidera investire nell’agricoltura. Il problema è che dovremmo insegnare ai giovani a conoscere ed amare di più il lavoro contadino. Dovremmo loro insegnare ad inventarsi qualcosa di nuovo.

Se hai belle idee e vuoi lavorare la terra riuscirai. Io dico sempre questo. Conosco diverse realtà che si stanno facendo strada e che fanno parlare bene la Sicilia fuori.

Se poi certo vogliamo stare dietro ad una scrivania, con orari ben precisi di lavoro…beh in quel caso la vedo difficile. Si può optare per la vita di disoccupato a vita”.

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